mostra digitale di arte grafica e illustrazione CIAO E BENVENUTI contattatemi o scrivete liberamente quello che pensate delle mie creazioni un caro saluto a tutti
Come vedrete ho aggiunto un nuovo link che trovate qui a fianco.
Infatti sono stato gentilmente invitato ad esporre anche in nuovo spazio espositivo su NONVENDOFUMO.it un sito molto carino in cui potete trovare anche altri artisti interessanti.
Un abbraccio a tutti e a presto
DAVIDE B.
Altra coppia di torri: come si nota sono lavoro basati sopratutto sul segno dovuti alla precarietà del momento creativo nonchè dell'impulso a creare. Sono molto legato a queste torri e non per nulla infatti, ho scelto quella più sotto come locandina della mostra di Aprile. Si tratta di tecnica mista su cartoncino 50X35.
Chi fosse interessato ad avere qualche mio lavoro mi contatti per avere un catalogo completo delle opere o altre informazioni. Qualche opera qui esposta però è già stata ceduta e quindi non più disponibile.


una mia divagazione creativa che amo moltissimo
PROVA D'ORCHESTRA (pastello su cartone 50X38)
E' un'esplosione di colori orchestrali un po' stampalati e un po' esasperati, una musica di Berlioz o di Ravel?
...Chissà l'importante è che mi sia divertito a crearla e continui a divertirmi nel vederla.
Ricordo che le mie opere possono essere visionate sempre presso l'a ssociazione GATTOGRIGIO c/O la libreria Mr. Libro a Castiglione delle Stiviere. Trovate i link di entrambi a lato del blog.
ciao a tutti Davide
RISVEGLIO (pastello su carta 50X35): è parte del ciclo intitolato FIGURE. Si tratta di uno specchio delle sensazioni che mi accompagnano in quel determinato momento. In questo caso si vedono i miei due ego (le due componenti del mio essere ilmaschile ed il femminile) nel momento del risveglio, un momento in questo caso piacevole edulcorato da un sensazione alonata e velata. Un risveglio dolce e compiaciuto: il ritrovamento quindi di una parte sopita di me, o fino ad allora calpestata ed ora accettata.
Voglio precisare che io provo a dare una chiave di lettura delle mie opere (giusto perchè qualcuno me lo ha chiesto). Ciò che scrivo io però non deve pregiudicare l'interpretazione o la sensazione di chi guarda l'opera. Questo è il vero significato dell'arte di oggi: nessuno, nemmeno l'artista, ci può imporre il significato di ciò che vediamo ma noi nell'osservarlo, con la nostra reazione di quel momento così particolare che è l'incontro con l'opera, diamo la nostra lettura che è sicuramente la più efficace.
Altro inchiostro su china di dimenzioni più ampie però è la Torre di Babele II, altro esempio di ricerca nella forma aggraziata e innocente quasi propria delle illustrazioni di libri per bambini. Questa volta però la forma tenta di comporre un ordine formandosi dal disordine ricercado un proprio spazio in qualcosa di più grande. 
LA N° 1, LA PRIMA CHE HO COMINCIATO CHIAMANDO TORRE DI BABELE, IL BOLERO DI RAVEL FU IL VERO ISPIRATORE DI QUESTO CICLO E DA QUESTA MUSICA E' PARTITO TUTTO.
L'opera è di medie dimensioni ed è un inchiostro su cartoncino. La forma viene qui continuamente ricercata, costruita o demolita, nell'intendo di trovare un senso, un organizzazione.
Tale forma rimane tuttavia sospesa come un vapore in cerca di altre atmosfere da occupare.

Il testo che segue è la breve guida che accompagnava i visitatori alla mostra di Aprile, immagino che potrà essere utile per quelli che vistando il mio blog incappano nei miei lavori. Buona lettura a tutti
Mio caro visitatore,
le opere che stai guardando, nascono dal mio bisogno di creare. Questo infatti per me è un bisogno esattamente come respirare o parlare. Sicuramente non sono opere di Mondrian o Folon, hanno però in comune con queste il semplice fatto di essere il frutto di una sensazione percepita e trasmessa dall’autore, assorbita ed elaborata in altre forme da chi guarda.
Le sensazioni oggetto del creare, io le colgo principalmente dagli stati d’animo che la musica suscita in me. Rielaboro ciò che sento in sensazioni immaginarie, visioni che poi “trasporto” sulla carta con le tecniche a me più congeniali: chine, acquerelli o pastelli. Con queste tecniche mi sento in grado di comunicare perchè hanno grandi pregi: l’immediatezza, la velocità di azione e risultato e la capacità di sovrapporsi lasciando intravedere ciò che c’è sotto, seguendo così il mio processo creativo senza cancellarne lo sviluppo sotto il risultato definitivo.
Alla tua destra troverai un primo gruppo di opere: CORPO DI BALLO;
una serie di inchiostri che catturano il movimento, esattamente come il ballo nella sua essenzialità.
Sulla parete a sinistra e quella centrale inizia un percorso per me molto importante: TORRI di BABELE.
Cosa sono? Sequenze: variazioni sul tema. Sequenze di vuoti e pieni, di suoni e silenzi. Su queste tavole cerco di creare una sorta di armonia data dal rapporto tre i colori. Ho costruito un equilibrio disordinato, un equilibrio che va sbilanciandosi spesso verso un’auto-implosione. Una “Babele” di suoni grafici e di segni sonori. Sono le vere partiture grafiche. Sono un corpus di venticinque opere in continuo divenire che non smette di solleticare la mia fantasia e la mia sperimentazione creativa. E’ musica grafica nata dall’ascolto di compositori fortemente evocativi quali Mozart, Bellini, Beethoven, Ravel, Offenbach, Borodin, Shostacovich, Bartok, Mahler, Mussorgsky, Vivaldi, Couperin. Un curiosità: i primi quattro lavori esposti, due ritratti e due sinestesie su temi vivaldiani, raccontano la genesi del processo sinestetico che ha portato all’elaborazione del ciclo delle TORRI.
Eccoci alla fine di questa mia breve personale con un altro ciclo: FIGURE.
In questo ciclo prevale l’uso della china usata ad acquerello. Una tecnica di grande immediatezza. Qui il colore diventa sentimento. Sono presenti alcuni temi ricorrenti come RISVEGLIO o RIPUDIO, a sottolineare come le sensazioni a volte hanno stesso nome ma diverso senso. Questo ciclo è un sentirsi dentro, un esplorarsi dal dentro verso il fuori. Un ciclo importante per me perché ha segnato il mio ritorno a creare dopo l’inattività cui mi aveva costretto il mio stato depressivo che aveva completamente spento la luce dei colori in me tra i sedici ed i diciannove anni. Ora, anche se nei contrasti vivaci di colori non sempre ben amalgamati, vedo chiari i miei sentimenti ed il mio essere.
Davide. 10 Aprile 2008